Il “Servizio diocesano al catecumenato” favorisce l’attuazione della responsabilità primaria e diretta del Vescovo nell’iniziazione cristiana della propria Chiesa. Esso, infatti, ha «la finalità di promuovere e coordinare in tutta la diocesi idonei itinerari di iniziazione cristiana» (Nota 1, n. 53) fedeli al “Rito per l’Iniziazione Cristiana degli Adulti” (RICA 1972), alle Note del Consiglio episcopale permanente della C.E.I.: L’iniziazione cristiana 1. Orientamenti per il catecumenato degli adulti (1997); 2. Orientamenti per l’iniziazione cristiana dei ragazzi da 7 a 14 anni (1999); 3. Orientamenti per il risveglio della fede e per il completamento dell’iniziazione cristiana in età adulta (2003

Il «Servizio diocesano per il catecumenato»

a. Favorisce la conoscenza e l’attuazione delle Norme diocesane per l’iniziazione cristiana degli adulti, dei giovani e dei ragazzi.
b. Opera in stretta collaborazione con l’Ufficio catechistico e liturgico e, all’occorrenza, con l’ufficio per la pastorale della famiglia, l’Ufficio missionario, l’Ufficio per i migranti,la Commissione per l’ecumenismo e quella per il dialogo interreligioso.

Ha il compito di:
a. Sensibilizzare le parrocchie e altre realtà ecclesiali (associazioni, movimenti, istituti religiosi) sul valore della scelta del catecumenato favorendo la conoscenza del RICA e delle Note CEI per l’iniziazione cristiana;
b. Accompagnare parrocchie ed operatori pastorali nel delicato compito di
– iniziare o completare l’iniziazione cristiana degli adulti e dei giovani-adulti,
– “ripensare” l’iniziazione cristiana dei ragazzi;
c. Curare la formazione degli accompagnatori (sacerdoti, diaconi, catechisti, padrini) perché siano in grado di aiutare i catecumeni ad acquisire la globalità della vita cristiana;
d. Favorire l’inserimento di coloro che chiedono il Battesimo nell’esperienza viva di una parrocchia con l’aiuto di un accompagnatore da reperire in collaborazione con i parroci;
e. Concordare con i parroci l’itinerario da proporre agli adulti che chiedono il battesimo;
f. Concordare con altre realtà ecclesiali eventuali cammini catecumenali al di fuori di quelli parrocchiali;
g. Seguire assiduamente gli accompagnatori, i parroci e i padrini mediante incontri periodici durante il cammino di iniziazione cristiana, e supplire a quelle comunità che per vari motivi ritenessero di non essere in grado di accompagnare loro stesse i catecumeni;
h. Gestire direttamente alcuni momenti di ritiro e catechesi con il gruppo dei catecumeni e programmare le celebrazioni diocesane richieste dal Vescovo;
i. Accogliere, accompagnare e verificare il cammino dei giovani e degli adulti versola Cresimaattraverso un contatto assiduo con i parroci e i loro accompagnatori e favorendo l’attuazione di percorsi di tipo catecumenale, secondo gli Orientamenti dei vescovi italiani;
l. Assistere i parroci che richiedono all’Ufficio per la disciplina dei Sacramenti di accogliere cristiani di altre confessioni (protestanti e ortodossi) per la piena comunione conla Chiesacattolica.

Valorizza anche il patrimonio di esperienza pastorali linguistiche e culturali che missionari e sacerdoti «fidei donum» o missionari, presenti in diocesi, hanno acquisito durante il loro servizio in terra di missione.

Il “Servizio diocesano per il catecumenato” svolge ogni anno un cammino formativo per gli accompagnatori per aiutarli a svolgere il loro compito. Il percorso di formazione consiste in alcuni laboratori a cui sono tenuti gli accompagnatori e a cui collaborano, secondo le necessità l’Ufficio Liturgico, l’Ufficio Catechistico, Migrantes,la Caritas diocesana…

L’itinerario dei catecumeni si svolge nelle proprie parrocchie, con modalità differenti poiché è finalizzato non soltanto a introdurre alla vita cristiana, ma anche ad inserire in una comunità cristiana concreta; tuttavia a livello diocesano ci sono alcuni passaggi che le “Norme diocesane” prevedono:
a. Un ritiro per i catecumeni e accompagnatori all’inizio del cammino e un ritiro alla fine del cammino;
b. Un colloquio finale con il responsabile diocesano per verificare l’intenzione e le condizioni per celebrare i sacramenti e per chiedere l’iscrizione del nome nel registro di coloro saranno battezzati nella Veglia pasquale;
c. Il rito diocesano con il Vescovo nel mercoledì delle Ceneri per l’elezione o chiamata definitiva al battesimo, che il CDC affida al Vescovo stesso;
d. La celebrazione dei sacramenti dell’Iniziazione cristiana in Cattedrale nella Veglia pasquale, salvo diversi accordi con i parroci che chiedono la celebrazione in parrocchia.