ARCHIVIO STORICO DIOCESANO

 

Il Concilio di Trento, pur non accennando esplicitamente agli archivi, di fatto  dà inizio a tale istituzione, perché crea le condizioni per la produzione di nuova  documentazione (ad es. l’obbligo per gli amministratori di luoghi pii di presentare  il resoconto, o la documentazione relativa alle visite pastorali e alle cause discusse  nel Tribunale dell’ordinario) che richiede di necessità la creazione di un Archivio  vescovile. A ciò si aggiunga il fatto che, con l’esonero dei pubblici notai, si dà origine  alla figura del notaio di Curia, cui spetta la conservazione della documentazione  prodotta, in sede e non in studi privati.

 Le prime notizie relative all’archivio storico sezione di Manfredonia risalgono  all’Editto per l’errezione dell’Archivio Arcivescovale di Siponto (23 ottobre 1675)  emanato dal futuro papa Benedetto XIII, card. Vincenzo Maria Orsini, che accenna  all’esistenza di un luogo, la “Sagrestia della nostra Chiesa Metropolitana”, dove  sono depositate, in modo “dimesso e confuso”, “scritture che dovrebbero spettare  all’Archivio Arcivescovile”. Dunque prima del 1675 esistevano sia “scritture”, sia  due Archivi, quello della Metropolitana (cioè l’archivio capitolare) e quello Arcivescovile:  quest’ultimo diviene oggetto considerevole dell’impegno dell’Orsini  e nucleo prezioso ed imprescindibile dell’attuale nostro Archivio. Nel medesimo  Editto si ricorda come l’Archivio sia stato oggetto di distruzione nel 1620 nel “sacco  turchesco”.

Nel corso del tempo la sensibilità di alcuni vescovi – Mons. Gagliardi, nel riordinare  l’Archivio, produce un sommario elenco di consistenza; Mons. Vailati sprgiudicate “riassetta il materiale” archivistico secondo un “riordinamento più materiale che  sistematico” – o, per l’archivio del Capitolo, di qualche canonico, ha prodotto timidi  tentativi di riordino documentario, che testimoniano, oggi, anche barbare  spoliazioni perpetrate da mani spregiudicate.
Attualmente l’archivio storico diocesano sezione di Manfredonia, dopo aver  conosciuto diverse collocazioni (nel Palazzo Arcivescovile, nelle varie sedi della   Curia) per desiderio di Mons. D’Ambrosio, è ospitato nei locali dell’ex monastero  delle Clarisse, sede del Seminario Diocesano.
Delle vicende dell’archivio storico diocesano di Vieste “Gregorio XIII” le carte  raccontano ben poco, anche perché, come per quello di Manfredonia, ma in tempi  diversi, questo complesso conobbe il saccheggio turco e fu testimone silenzioso  della decimazione della popolazione viestana nell’anno 1554. Esso è conservato  nei locali dell’Episcopio dove è sita anche la Biblioteca.

Recentissima è l’operazione di riordino e di inventariazione dell’intero Archivio storico diocesano di Manfredonia e di Vieste, iniziata e portata a termine, nell’arco  di un anno (settembre 2012- settembre 2013), dal dott. Sergio Palagiano, archivista  professionista, il quale ha ridato il giusto volto alla raccolta dei documenti di  queste due sedi vescovili. L’iniziativa è stata voluta, seguita, sostenuta da Mons.  Michele Castoro e, per la sezione di Vieste, dal rev.do Capitolo della Concattedrale  della medesima città.
L’archivio storico diocesano, dunque, risulta geograficamente costituito da due  sezioni: l’Archivio storico di Manfredonia, che ospita anche l’archivio capitolare  sipontino e quello delle confraternite sipontine, e l’archivio storico di Vieste.

L’intera documentazione, che complessivamente si estende per ca. m 130, è  così riposta e strutturata:

1. Archivio storico diocesano sezione di Manfredonia  quale istituto di “concentrazione”, si presenta organizzato in questo modo:

a. Archivio storico diocesano, con i seguenti fondi:

– Fondo Arcivescovi (1562-1990), articolato nelle seguenti serie archivistiche:“Sinodi”, “Bollari”, “Visite Pastorali”, “Relationes ad limina”, nonché nelle serie corrispondenti ai presuli: Teutonico, Cappelletti, De Marco, Rivera, Dentice, Salvemini, Taglialatela, Feuli, Pizza, Gagliardi (parzialmente), Cesarano (parzialmente).

– Fondo Mensa Arcivescovile (1592-1970), comprendente le due serie archivistiche di “Platee” e “Atti giudiziari, contabilità e carteggio”.

– Fondo Curia Arcivescovile (1676-1992),nelle serie “Platee”, “Ufficio Amministrativo diocesano”, “Concorsi”, “Confraternite”, “Registri di matrimonio”, “Processetti matrimoniali”, “Transunti”.

– Fondo Clero (1800-1996). Serie: “Ordinazioni”, “Patrimoni sacri”, “Secolarizzazioni”.

– Fondo Seminario (1670-1970), nelle serie: “Decreti, editti ed inventari”, “Amministrazione e contabilità”, “Liti”, “Atti e carteggio”, “Seminari maggiori e altri”.

– Fondo Celestini Manfredonia e Monte S. Angelo (1524-1844): sezione Manfredonia (serie: “Libri di amministrazione”, “Introiti ed esiti”, “Atti notarili, amministrazione e contabilità, “Produzioni e liti”, “Corrispondenza”); sezione Monte S.Angelo (serie: “Libri di amministrazione”, “Introiti ed esiti”, “Registri di Messe”, “Registri della spezierie”, “Atti notarili, amministrazione e contabilità”, “Produzioni e liti”, “Corrispondenza”.

– Fondo Clarisse di Manfredonia, Monte S. Angelo, San Giovanni Rotondo (1592-1923). Manfredonia (serie: “Conclusioni capitolari”, “Platee”, “Libri di casamenta”, “Introiti ed esiti”, “Stati discussi”, “Inventari”, “Ricevute di pagamento”, “Istrumenti notarili e contratti”, “Cause civili”, “Monacazioni”, “Corrispondenza”, con le sottoserie: “Elezioni della badessa”, “Confessori”, “Varie”). Monte S. Angelo (serie: “Introiti ed esiti”, “Stati discussi”, “Monacazioni”, “Corrispondenza” con le sottoserie: “Elezioni della badessa”, “Confessori”, “Varie”). S. Giovanni Rotondo (serie: “Introiti ed esiti”, “Stati discussi”, “Monacazioni”, “Corrispondenza” con le sottoserie: “Elezioni della badessa”, “Confessori”, “Varie”).

– Fondo Abbazia di Pulsano (1618-1978), articolato in otto unità archivistiche:“Platea e Censi”, Privilegi e decreti”, “Dichiarazioni di pagamento”, “Controversie e Liti”, Corrispondenza”, “Inventari”, “Amministrazione”, “Varie”.

– Fondo Padri Predicatori in Manfredonia (1702-1772), organizzato in tre unità archivistiche: due “Platee” e “Libro delle conclusioni capitolari del convento di S. Domenico di Foggia”.

– Fondo Suore Benedettine in Manfredonia (1725-1923), suddiviso nelle serie: “Platee”, “Conti”, “Stati discussi”, “Monacazioni”, “Corrispondenza”.

– Fondo Opera S. Leonardo (1920-1985), suddiviso in due sezioni: quella relativa all’attività del can. Don Silvestro Mastrobuoni e quella che comprende la documentazione pertinente la Pia Unione dei Pastori.

– Fondo Card. Orsini (1675-2011), che comprende 21 unità archivistiche.

b. Archivio capitolare sipontino (1615-2002) articolato nelle seguenti serie:

“Diplomatica”, “Statuti e regolamenti”, “Conclusioni Capitolari”, “Sinodi diocesani”.“Platee”, 9 serie di “Registri”, “Amministrazione beneficio S. Pietro in Cuppis”, “Atti giudiziari e produzioni”, “Bollettari, note e conti”, “Carteggio”, “Manoscritti”, n. 4 subfondi (1686-1992).

c. Archivi confraternali:

– Confraternita del Carmine in Manfredonia (1795-1992), nelle serie: ”Statuti e regolamenti”, “Deliberazioni”, “Protocolli della corrispondenza”, “Registri degli associati”, “Bilanci di previsione”, “Conti consuntivi”, “Mastri della contabilità”, “Giornali di cassa”, “Ruoli esecutivi”, “Inventari di beni”, “Registri di amministrazione e contabilità”, “Registri di messe celebrate”, “Mandati di pagamento”,
“Terz’Ordine Carmelitano”, “Cappella confraternale”, “Carteggio”.

– Arciconfraternita della Morte e dell’Orazione in Manfredonia (1766-1987), nelle serie: “Statuti, regolamenti e carteggio” con cinque sottoserie (“Indulgenze. Privilegi e concessioni alla Chiesa ed ai confratelli di S. Matteo”, “Istituzione del Terz’Ordine Benedettino; “Cimitero della Congrega della Morte di Manfredonia. Origine, Vicende”, “Carte diverse. Patrimonio e Finanza”), “Deliberazioni”, “Bilanci
di previsione”, “Conti consuntivi”, “Mastri della contabilità”, “Giornali di cassa”, “Registri di messe e funzioni”, “Mandati di pagamento” con le sottoserie “Arciconfraternita della Morte e dell’Orazione in Manfredonia” e “Terz’Ordine Benedettino”,

– Confraternita del SS. Rosario in Manfredonia (1824-2001), comprendente le serie: “Statuti e regolamenti”, “Deliberazioni”, “Protocolli della corrispondenza”, “Registri degli associati”, “Bilanci di previsione”, “Conti consuntivi, “Giornali di cassa”, “Registri di messe celebrate”, “Maritaggi”, “Mandati di pagamento e bollettari”, “Carteggio”.

2. Archivio storico diocesano sezione di Vieste

a. Archivio storico diocesano, con i seguenti fondi:

– Fondo Curia vescovile (1578-2009) con le serie archivistiche: “Diplomatico”, “Protocolli della corrispondenza”, “Visite ad Limina”, “Visite pastorali”, “Sinodi diocesane”, “Bolle-decreti-editti-circolari”, “Tribunale ecclesiastico”, “Acta beneficialia”, “Acta matrimonialia”, “Sacre Ordinazioni”, “Acta civilia”, “Acta criminalia”,“Acta excommunicationis”, “Stati delle anime”, “Confraternite”, “Amministrazione e contabilità”, “Corrispondenza ed atti”, “Notizie storiche e fotografie”, “Libri liturgici”, “Varie”.

– Fondo Mensa arcivescovile (1852-1962) comprendente tre unità archivistiche:“Ruolo esecutorio”, “Amministrazione”, “Mensa Arcivescovile”.

b. Archivio capitolare

– Fondo Capitolo della Cattedrale (1506-1992), articolato nelle serie: “Statuti e costituzioni”, “Conclusioni capitolari”, “Platee”, “Divisioni”, “Puntature corali”, “Censi e canoni”, “Rendite”, “Legati”, “Registri delle Messe celebrate”, “Amministrazione capitolare”, “Iscrizioni ipotecarie”, “Canonicati”, “Liti”, “Corrispondenza”.

c. Archivi confraternali:

– Fondo Arciconfraternita di S. Pietro d’Alcantara (1715-1992) diviso nelle serie “Statuti e regolamenti”, “Deliberazioni”, “Elenchi dei confratelli”, “Amministrazione
e contabilità”, “Bilanci di previsione”, “Rendiconti finanziari”, “Mandati di pagamento”, “Corrispondenza”, Atti diversi”.

– Fondo dell’Immacolata Concezione o del Suffragio dei Morti o del Purgatorio (1734-1953) con le seguenti unità archivistiche: “Statuti e regolamenti”, “Deliberazioni”,
“Contabilità e corrispondenza”.

– Fondo Confraternita del SS. Sacramento (1753-1959) nelle unità archivistiche “Statuti e regolamenti”, “Libri dei confratelli”, “Contabilità e corrispondenza”

– Fondo Confraternita di S. Giorgio (1908-1963), con quattro unità archivistiche: “Regolamento”, “Verbali”, “Registro dei confratelli”, “Rendiconti”.

L’Archivio storico diocesano, per l’intero suo complesso, si è dotato di statuto e regolamento nuovi.

La nostra Arcidiocesi, dunque, possiede un indispensabile strumento che permette di conoscere e fruire di un prezioso patrimonio documentario storico-religioso-istituzionale, così come è stato nel tempo consegnato nelle “carte”: parte del nostro passato ci sarà più familiare. Aprire questa storia resta compito degli studiosi.

Il Responsabile dell’Archivio storico diocesano attualmente è il Prof. Antonio TOMAIUOLI.