O dolcissimo Gesù … le nostre Comunità siano madri di cuori che generano relazioni d’amore

Supplica per l’Amato Gargano
nel giorno dell’Epifania

 

 

Dolcissimo Gesù, Tu che hai fatto Tue le parole del salmista, che esortava il Tuo popolo,
“affida al Signore la tua via, confida in Lui ed Egli agirà” (Sal 35,5),
accetta anche le preghiere che ti presentiamo in questo “oggi” colmo di turbamento.

Ti manifestiamo i nostri desideri e i nostri sogni, insieme ai nostri deboli propositi,
confidando in Te, attendiamo e abitiamo il silenzio del tempo,
perché Tu, o dolcissimo Gesù, con la tua grazia,
possa dilatare il nostro cuore e fare spazio in noi alla Tua Parola,
al Tuo Verbo che in ogni Natale si fa carne e storia.

Abbiamo fede forte e solida speranza in Te,
sappiamo che Tu agisci sempre e non lasci inevase le Tue promesse,
e se ritardi è solo per il nostro meglio.
Per questo con umiltà ti chiediamo che la Tua Parola ci educhi
e ci guidi a riconoscere nei meandri della nostra umanità i Tuoi sogni.
Lo Spirito Santo, che scruta le profondità del nostro cuore,
ci renda conformi all’immagine Tua in noi, e i Tuoi sogni e i nostri sogni
si trasformino in un misterioso scambio:
così contribuiremo a trasformare il nostro Amato Gargano in un autentico presepe,
dove cultura e bellezza, società e Chiesa danzeranno cantando insieme le Tue lodi!

Cosa prepari per noi o dolcissimo Gesù?
Quali disegni hai in nostro favore?
Sappiamo per bocca del profeta Geremia che se “sradichi e demolisci, distruggi e abbatti”,
è solo per poi “edificare e piantare” (cf. Ger 1,10).

Giunga a Te allora, o dolcissimo Gesù,
la nostra umile preghiera per l’Amato Gargano.
Come Tu, Verbo incarnato, rivelato a tutte le genti,
iniziasti la Tua missione partendo dalle pecore perdute della casa d’Israele,
fa che impariamo ad ascoltare il popolo che abita il nostro territorio, insuperabile per bellezza,
e ad avere occhi e orecchie specialmente per i poveri e gli ultimi,
per i soli e quanti si sentono traditi da false promesse trasformatesi in veloci delusioni.

Aiutaci a realizzare nel nostro stupendo territorio e generosa società
la globalizzazione della solidarietà e la “migliore politica”,
fa che le nostre città, paesi e case siano luoghi capaci di “fraternità ed amicizia sociale” (cf. FT).
Per il mistero della Tua incarnazione e rivelazione alle genti fa, o Dolcissimo Gesù,
che diveniamo custodi premurosi e generosi della nostra terra,
protagonisti responsabili di un’economia che crea lavoro e dignifica ogni persona.

Aiutaci perché le tante comunità ecclesiali diffuse nell’Amato Gargano, ascoltando la Tua Parola,
ti sappiano riconoscere nell’Eucarestia, annunciare con una vita trasparente e servire nei fratelli.
Dolcissimo Gesù, Tu che hai detto:
“Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa” (Is 43,19),
fa che non ci smarriamo in questo tempo di pandemia,
aiutaci a tenere fisso lo sguardo su di Te che sei “Via, Verità e Vita” (Gv 14, 6);
benedici, proteggi, sostieni e ricolma del Tuo Santo Spirito il nostro popolo, che è Tuo,
dai forza agli operatori sanitari,
ai responsabili della società civile,
a quanti sono chiamati a prendere decisioni,
assisti quanti sono nella prova della malattia,
quanti hanno subito perdite di persone care,
quanti rischiano di perdere il lavoro e di vedere compromesse le loro imprese,
tutti benedici, sostieni e guarisci.

Per intercessione della Beata e sempre Vergine Maria,
che qui onoriamo come Regina di Siponto, Madonna di Merino, Madre delle Grazie,
fa, o Dolcissimo Gesù, che ti serviamo con cuori umili, ma fedeli e liberi,
e servendo Te serviamo tutti i nostri Fratelli e Sorelle.

San Michele Arcangelo che continuamente ci ammonisce dall’alto della sua Montagna,
i Santi Pio da Pietrelcina e Camillo de Lellis,
Santi fragili che hanno reso luminoso il nostro Amato Gargano,
ci accompagnino dal Cielo con le loro preghiere, perché anche in questa stagione,
rimanendo fermi e radicati in Te e nel Tuo amore possiamo portare molto frutto,
e le nostre comunità siano madri di cuori che generano relazioni d’amore.

+ p. Franco Moscone crs
Arcivescovo

Epifania del Signore, 6 gennaio 2021.

 

 

 

natale 1